TARTARUGA MARINA


NOME COMUNE: Tartaruga marina
FAMIGLIA: Cheloni (Cheloniidae)
ORDINE: Testudinati (Testudines)
CLASSE: Rettili (Reptilia)


DOVE SI TROVA

CARATTERISTICHE
SPECIE 
COME SI NUTRE
PREDATORI
COME SI RIPRODUCE
CURIOSITÀ







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DOVE SI TROVA
Tutte le tartarughe marine sono in grado di vivere in mare aperto. Esistono specie che riescono a percorrere lunghe distanze: è già stata registrata perfino la traversata del Pacifico da parte di alcuni esemplari. Generalmente si spostano di continuo tra i fondali ricchi di nutrimento e le spiagge dove depongono le uova. Le tartarughe marine prediligono le acque calde e tropicali e trascorrono comunque gran parte del loro tempo in prossimità delle coste.
La caretta caretta è la specie di tartaruga marina più comune del Mediter
raneo.

CARATTERISTICHE
Sono animali perfettamente adattati alla vita acquatica grazie alla forma allungata del corpo ricoperto da un robusto guscio ed alla presenza di “zampe” trasformate in pinne.
Quelle anteriori servono per nuotare in avanti, mentre gli arti posteriori, più corti e larghi, fungono da timone.
Le tartarughe marine differiscono dagli altri membri dell'ordine dei cheloni, oltre che per la caratteristica forma delle zampe adatte al nuoto, per l'incapacità di ritrarre capo e zampe all'interno della corazza.
Alla nascita la tartaruga marina è lunga circa 5 cm. La lunghezza di un esemplare adulto è di 80 - 140 cm, con un peso variabile tra i 100 ed i 160 kg.
La testa è grande, con il rostro molto incurvato; gli arti sono piuttosto sviluppati, specie quelli anteriori.
Ha un carapace di colore rosso marrone (striato di scuro nei giovani esemplari) e un piastrone giallastro con un becco corneo molto robusto.
I maschi si distinguono dalle femmine per la lunga coda che si sviluppa con il raggiungimento della maturità sessuale, la quale  avviene intorno ai 13 anni.
Come tutti i rettili, hanno sangue freddo perciò preferiscono le acque temperate. Respirano aria, essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee lunghissime. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare.
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SPECIE
La famiglia delle tartarughe marine comprende sette specie diverse, di cui sei sono oggi a rischio di estinzione.
Tra le tartarughe marine troviamo la tartaruga alligatore e la tartaruga verde.
La tartaruga alligatore è una delle più grandi tartarughe di acqua dolce al mondo. Può pesare anche 100 kg. Per pescare, la tartaruga alligatore utilizza una certa astuzia. Sulla lingua ha un pezzetto di pelle che assomiglia ad un verme, perciò se ne sta immobile sott'acqua, sul fondo, con la grande bocca aperta, muovendo il pezzetto di pelle. Pesci e gamberi attirati da quell'esca  rimangono così facilmente intrappolati e la tartaruga si assicura un buon pasto. La tartaruga verde vive nelle acque degli oceani. La femmina nuota a volte per migliaia di chilometri per tornare a deporre le uova nello stesso luogo.

COME SI NUTRE
Sono animali onnivori: si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci, meduse e alghe,  ma nei loro stomaci è stato trovato di tutto: buste di plastica e rifiuti vari.

PREDATORI

A costituire una costante minaccia sono uccelli, procioni, moffette, volpi e granchi che saccheggiano i nidi o si avventano sulle tartarughine appena nate mentre si dirigono verso il mare, dove ad attenderle ci saranno altri predatori: i pesci.
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COME SI RIPRODUCE
Sono ovipare: le femmine depongono le uova.
Esse possono percorrere migliaia di chilometri in acqua prima di trovare una spiaggia adatta ad accogliere la loro prole.
Giunte, con una certa fatica, sulla spiaggia che hanno scelto come sito di nidificazione,  vi depongono fino a 200 uova, grandi come palline da ping pong, disponendole in buche profonde, scavate con le zampe posteriori. Quindi le ricoprono con cura con la sabbia, per garantire una temperatura di incubazione costante e per nascondere la loro presenza ai predatori. Compiuta l'operazione abbandonano il nido e  fanno ritorno al mare.
La completa assenza di cure parentali in questi animali impone che venga prodotto un elevato numero di uova, in modo da garantire la sopravvivenza di almeno qualcuno dei piccoli, ma può capitare che vadano perdute anche intere 
nidiate.                           
La temperatura del suolo determinerà il sesso dei nascituri, le uova che si trovano in superficie, si avvantaggiano di una somma termica superiore a quelle che giacciono in profondità, pertanto le uova di superficie daranno esemplari di sesso femminile e quelle sottostanti, di sesso maschile.
I piccoli per uscire dal guscio utilizzano una struttura particolare, il "dente da uovo", che verrà poi riassorbito in un paio di settimane. Usciti dal guscio impiegano dai due ai sette giorni per scavare lo strato di sabbia che sormonta il nido e raggiungere la superficie e quindi, in genere col calare della sera, dirigersi verso il mare. In condizioni naturali corrono prontamente verso il mare, la luce delle stelle che si specchiano le attira. Ma ormai la forte antropizzazione determina una concentrazione di luci artificiali che spesso disorientano le piccole appena nate, facendole deviare dal cammino, determinando talvolta la perdita di tutta la nidiata.

CURIOSITÀ
La specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane.
Sebbene la caccia alla tartarughe sia vietata, tanti animali vengono uccisi ancora oggi per le loro carni, la pelle e il carapace. Molte rimangono anche impigliate nelle reti dei pescatori, andando incontro a una morte atroce. Inoltre, i loro luoghi di nidificazione si fanno sempre più rari a causa degli scempi ambientali di cui sono vittima le spiagge. Laddove riescono a nidificare, i nidi sono spesso oggetto di razzie e le uova vendute perché considerate vere e proprie prelibatezze.
Secondo alcune ipotesi le piccole appena nate sono capaci di tornare sulla spiaggia dove sono nate 25 anni dopo per nidificare. La loro capacità di orientamento rimane ancora oggi pressoché un mistero.
Sulla loro proverbiale longevità non esistono dati certi: si stima che possano superare i 50 anni di età.
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Noemi M.; Davide.; Denise.; Lorena.; Moreno.; Asil.; Aurora.; Matteo Gr.; Marco