SQUALO

NOME COMUNE: Squalo
ORDINE: Squaliformi, Carcariniformi ...
CLASSE: Condroitti (Chondrichthyes)


DOVE SI TROVA
CARATTERISTICHE

SPECIE
COME SI NUTRE
COME SI RIPRODUCE
CURIOSITÀ




















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DOVE SI TROVA
È diffuso sostanzialmente in tutti gli oceani, in acque calde, temperate o fredde; in mare aperto, sul fondale o in prossimità delle coste, a seconda della specie.

CARATTERISTICHE
Gli squali sono un gruppo di pesci predatori dallo scheletro cartilagineo e di dimensioni medio-grandi.
Lo scheletro di uno squalo è assai diverso da quello dei pesci ossei e dei vertebrati terrestri.
Essi hanno uno scheletro di cartilagine gommosa, un materiale più leggero e flessibile rispetto all'osso tradizionale.
Il loro corpo è affusolato, con testa appuntita, cinque fessure branchiali ai lati della stessa (in alcune specie sei o più) e grande apertura di mascelle.
La superficie della mascella, è un elemento dell'ossatura che richiede più forza  per via della sua maggiore esposizione agli stress fisici. È dotata perciò di uno strato di minuscole  placche chiamate tesserae,disposte a mosaico.
La pelle è ricoperta da dentelli dermici, cioè scaglie placoidi (una specie di minuscoli denti),che un tempo venivano usati come surrogato della carta abrasiva. Essi rendono ruvida la superficie del corpo, riducendo l'attrito in acqua e favorendo quindi la velocità nel nuoto.
I denti degli squali sono sottoposti a forte usura e vengono perciò costantemente sostituiti. L'arco dentario è infatti costituito da tre o quattro file di denti che avanzano e si dispongono all'utilizzo via via che l'animale ne abbisogna. Alcuni squali possono arrivare a perdere e sostituire 30000 denti nella loro vita.
Le file inferiori sono usate principalmente per trattenere la preda, mentre le superiori effettuano il vero e proprio taglio.
Come gli altri pesci, lo squalo estrae l'ossigeno dall'acqua marina al passaggio nelle branchie. Le fessure branchiali non sono coperte come accade negli altri pesci, e sono disposte in fila sulla parte posteriore della testa. Durante il movimento l'acqua passa attraverso la bocca e quindi alle branchie dello squalo: tale processo è noto come ventilazione ad ingoio. Queste specie sono permanentemente costrette alla respirazione per ingoio e sono condannate all'asfissia se per qualche motivo non si possono mantenere in movimento.
Gli squali posseggono una pinna caudale eterocerca la cui parte dorsale è di solito molto più grande di quella ventrale.
Certi adattamenti delle code hanno lo scopo di permettere allo squalo di colpire le prede.
Alcune specie sono in grado di identificare addirittura una parte per milione di sangue in acqua marina.
Di solito all'olfatto (che negli squali è un senso superiore) è affidata la responsabilità di trovare le prede, ma sulle brevi distanze gli squali usano anche la linea laterale muovendosi intorno alla preda per percepire i suoi movimenti in acqua, oppure ricorrono agli speciali pori sensoriali sulle loro teste (le Ampolle di Lorenzini) per identificare i campi elettrici creati dalla preda in mezzo a quelli creati dall'oceano stesso. L'identificazione delle prede diventa utile quando esse si nascondono sotto la sabbia del fondale marino (in modo particolare ciò accade per lo squalo martello). Anche in quei momenti esse producono infatti inavvertitamente dei campi elettrici.
Un altro utilizzo dell'elettroricezione è a scopi di orientamento: le correnti oceaniche dovute al campo magnetico terrestre producono anch'esse campo elettrico e sono usate dagli squali per migliorare la navigazione.
La linea laterale, un senso posseduto da molti pesci, inclusi gli squali, permette di riconoscere movimenti e vibrazioni nell'acqua. Gli squali usano questa facoltà per individuare i movimenti di altri organismi, in particolare quelli dei pesci feriti.


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SPECIE
Attualmente si conoscono circa 500 specie di squali, che vanno dal piccolo squalo pigmeo e squalo sigaro, lunghi 20 centimetri, al gigantesco squalo balena, un pesce filtratore lungo fino a 14 metri.

COME SI NUTRE
La forma e la disposizione dei denti indicano quale preda visita più spesso le mandibole del predatore.
Denti aguzzi e fitti,  come quelli dello squalo Toro (Charcharias taurus), sono specializzati nella cattura di pesci di piccola dimensione; quelli tozzi e larghi sono idonei alla consumazione di crostacei coriacei, proprio come quelli che albergano nelle fauci dello squalo Tigre (Galeocerdo cuvier).

COME SI RIPRODUCE
La maggior parte degli squali sono ovovivipari, cioè si riproducono tramite le uova, ma esse restano all'interno del corpo materno finché  il nuovo organismo non è del tutto formato.
Solo a questo punto le uova si schiuderanno e il piccolo verrà partorito. A differenza degli animali vivipari, negli ovovivipari l'embrione riceve protezione dalla madre ma non nutrimento, che ricava unicamente dal materiale di riserva contenuto nell'uovo.

CURIOSITÀ
Gli squali vengono spesso uccisi per la loro carne, in particolare per cucinare la zuppa di pinne di squalo, la cui preparazione richiede l'asportazione della pinna tramite una lama arroventata. Questa procedura è applicata dai pescatori sull'animale ancora vivo che poi viene gettato a mare privo delle pinne. L'animale costretto all'immobilità muore presto per asfissia o a causa dei predatori.
I biologi si interessano ad incrementare gli sforzi volti a proteggere questo pesce, che è considerato in pericolo.
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Andrea G.; Elisa; Laura; Giulia; Francesco; Sergio; Barbara; Luca; Erik