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Scuola dell'infanzia
Progetto di educazione
psicomotoria
Premessa
“La pratica psicomotoria ha come
obiettivo di base l’elaborazione di un modo di agire educativo che
rispetti la globalità del bambino e i suoi tempi di crescita; che lo
accompagni senza “salti”: dall’invasione sensomotoria ed emotiva dei
primi anni di vita e dalla dipendenza dell’adulto, all’autonomia, al
distacco emozionale, al rapporto pieno col mondo. La pratica
psicomotoria serve a fare in modo che questo sviluppo si fondi sulla
ricchezza espressiva originale di ogni bambino, nasca da essa e si
evolva verso la maturazione senza costrizioni o repressioni in funzione
di una vuota concettualizzazione”.
LA
PEDAGOGIA DELLE FASI SUCCESSIVE
Viene esplicitata
una metodologia di conduzione di una seduta psicomotoria che
tiene conto, seguendo la teoria di Aucouturier, della “pedagogia delle
fasi successive”. Questa pedagogia delle fasi successive permette,
secondo un criterio non direttivo, di favorire nel bambino l’evoluzione
dal piacere di agire attraverso una sua espressività somatica, al
piacere di pensare attraverso la rappresentazione.
Le fasi sono:
Rituale iniziale:
durante questa prima fase è importante cercare di favorire in
ciascun bambino la presa d’atto dello spazio e del materiale, il
sentirsi parte di un gruppo, la condivisione di regole e il tempo per
maturare un investimento affettivo con gli oggetti. Tale rituale
coincide con il tempo di attesa che permette la presa in carico
di ciascun bambino della seduta.
Gioco della rassicurazione profonda:
nella seconda fase della seduta compare il gioco di rassicurazione
profonda, permette l’espressione liberatrice delle pulsioni e delle
motivazioni inconsce attraverso il movimento di tutto il corpo. Questo
gioco che consiste nella distruzione di torri ricostruite più volte dal
conduttore, fa sì che il bambino possa sperimentare, ricercare,
ricordare sensazioni di cadute, disequilibrio, equilibrio, tensione,
distensione, quindi a modificare la totalità di piacere del corpo e la
pulsione di distruzione.
Gioco senso-motorio:
il gioco senso-motorio evolve, naturalmente, quando si è esaurita la
pulsione di distruzione, permessa e decolpevolizzata dalla presenza
dell’adulto. È questa una fase di ricerca in cui il bambino può
ritrovarsi con il proprio corpo nella realtà. Ora la totalità di piacere
del corpo è agita nel salto, nella caduta, nell’arrampicarsi etc… con
maggior competenza motoria e coordinazione. In particolare, durante il
salto, il corpo del bambino si confonde con lo spazio nel momento della
sospensione perdendo i confini e i limiti del proprio corpo per poi
ritrovare la sua globalità con il contatto con il suolo. Tale esperienza
senso-motoria è importante perché il bambino ritrova piaceri passati e
parlandoci della sua storia esprime i suoi desideri.
Gioco simbolico:
nella quarta fase il corpo vissuto nel gioco senso-motorio è ricostruito
simbolicamente e l’attività prevalente è la costruzione della “casa”,
essa rappresenta il corpo e innumerevoli sono le osservazioni a questo
riguardo: (la casa aperta o chiusa, alta o bassa, condivisa o single, di
chì?, chi entra?). Il gruppo vive in una dimensione simbolica;
sicuramente le case ma anche i ruoli , i personaggi, le situazioni,
esprimono paure che a volte sono individuali, ma che possono diventare
collettive. Nel gioco simbolico del bambino prevale una deformazione
della realtà e dell’oggetto (compreso il proprio corpo) sulla base delle
proiezioni dei conflitti vissuti nella realtà esterna; infatti, c’è
un’analisi dell’oggetto di ordine pre-cosciente legata ai fantasmi
del corpo.
Gioco di costruzione:
nella quinta fase, questi fantasmi continuano ad
esprimersi ma mediante la rappresentazione il bambino riesce a
decentrarsi rappresentandosi attraverso il modellaggio, il disegno, le
costruzioni in legno.
Rituale
finale: A questo punto è
importante la verbalizzazione nella quale si può discutere sulle proprie
impressioni riguardo la seduta e il bambino è in grado di coscientizzare
l’esperienza, disinvestire la realtà per poi rielaborarla anche in
futuro.
Organizzazione
dell’attività psicomotoria all’interno del tempo scuola
Ogni sezione o gruppo di età svolge
attività psicomotoria un’ora la settimana, di mattino o di pomeriggio;
sono sempre presenti due insegnanti, o di gruppo per età o l’insegnante
di sezione e l’insegnante che in quell ora è libera poiché i bambini
della sua sezione sono impegnati nell’attività di religione.
Organizzazione della seduta
I bambini entrano in palestra
accompagnati dalle due insegnanti in compresenza; chi conduce invita i
bambini a togliersi felpa e scarpe. Il gruppo si siede mentre
l’insegnante raccoglie domande ed interventi e ricorda le regole del
gioco che sono semplici da comprendere e rispettare come:
o
nel gioco di movimento
prestare attenzione ai compagni
o
rispettare le costruzioni
degli altri
o
smettere il gioco al
momento stabilito e riporre il materiale
o
rispettare spazi e
materiali
questo momento di “rituale iniziale” è
molto importante per cogliere il clima del gruppo, le aspettative dei
bambini, i bisogni…per cercare la giusta sintonia e disponibilità.
Permette ai bambini di investire spazi
ed oggetti con lo sguardo, di progettare minimamente la propria azione.
La seduta si apre con il via dell’operatore e i bambini si
dirigono a gruppi verso spazi e materiali prescelti, iniziando i loro
giochi.
Verso la fine, chi conduce preannuncia
l’avvicinarsi del termine. Ciò favorisce l’adeguamento dei bambini alla
situazione successiva e la progressiva “presa di distanza”
dall’emozione.
Il materiale è volutamente non
strutturato; scelto per attivare una sua utilizzazione originale e
creativa piuttosto che modelli di azione prestabiliti. Anche per questo
ogni seduta in palestra è a suo modo diversa e irripetibile,
imprevedibile, anche se esistono alcune regole del gioco:
- rituali di inizio e fine seduta
- strumenti per contenere e far evolvere
il ricco materiale emotivo dei bambini.
Strategia
educativa
“La prima
strategia dell’operatore in palestra è quella di intervenire sui bambini
in modo indiretto attraverso lo spazio e il materiale. Le insegnanti non
privilegiano la parola per instaurare un dialogo tra i bambini come
avviene di solito ma utilizzano un linguaggio di tipo globale più vicino
a quello del bambino: Il bagaglio di emozioni, movimenti e scambi che il
gruppo riversa, viene contenuto ed indirizzato attraverso messaggi
percettivi, legati alla postura dell’operatore, alla sua collocazione
nello spazio, al rallentamento del movimento, alla direzione dello
sguardo, alla scelta e manipolazione dello spazio e del materiale: in
funzione dei bisogni e delle produzioni dei bambini. In sostanza,
interveniamo osservando, ascoltando, sostenendo, adeguandoci,
gratificando, garantendo o frenando in relazione ai bisogni, con i mezzi
di cui disponiamo: presenza, assetto tonico e posturale, sguardo, gesto,
parola, autorevolezza, materiale da levare, aggiungere, sostituire,
sistemare”.(21)
Organizzazione dello spazio
Spazio del gioco senso-motorio (corpo):
§ obiettivi: sperimentazione
delle possibilità e dei limiti del corpo reale in un clima di sicurezza,
interazione e riconoscimento da parte dell’adulto e del gruppo
§
attività: salto, tuffo,
caduta, rotolamento, arrampicata
§
materiale: spalliere,
tappetoni, strutture per scivolare o dondolarsi, palloni
Spazio del gioco simbolico (emozione):
§
obiettivi: “messa in scena
del corpo immaginario, delle emozioni”
§ attività: giochi simbolici
di costruzione, giochi simbolici di identificazione
§
materiale: cubi di
gommapiuma, teli
Spazio della rappresentazione (pensiero):
§
obiettivi: decentramento
come presa di distanza dall’emozione. Prima simbolizzazione personale e
creativa dell’esperienza
§
attività: costruzione
individuale, disegno, produzione di una “traccia”
§
materiale: blocchi di
costruzione in legno, fogli, pennarelli
Integrazione
Quando nella sezione sono inseriti
bambini con difficoltà lievi o gravi di sviluppo ci si rende conto come
la “pratica psicomotoria” possa rappresentare un valido strumento per
l’integrazione. Nella dimensione del piacere psicomotorio scopriamo
oltre che la base del gioco e dello sviluppo quel fondo di esperienza
comune in cui gli scarti di sviluppo e la diversità trovano un
linguaggio condivisibile (l’obiettivo non è premere per il
raggiungimento di “performances”…ma favorire, attivare o riattivare la
comunicazione. Strumenti di verifica
Osservazioni
dei parametri psicomotori, discussioni tra gli operatori a fine seduta
(sensazioni e prime ipotesi) lettura di griglie di sviluppo
psicoevolutivo, confronto dati.
Riferimenti teorici:
“La pratica psicomotoria”
B.Aucouturier - Darrault – Empinet
“Maestra guardami” G.
Nicolodi
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